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Parco Botanico di Villa Carlotta

  • INDIRIZZO via Regina 2 TREMEZZINA (CO)
  • CONTATTI info@villacarlotta.it - 0344 40405
  • STAFF Direttore: Maria Angela Previtera
    Responsabile organizzazione eventi: Michela Gatti
    Prenotazioni e informazioni: Valeria Marzullo
    Responsabile servizi educativi: Mara Sugni
    Amministrazione: Massimiliano Pozzi
    Capo giardiniere: Roberto Travella
  • ORARI 9.30-17.00 (dal 10 al 31 marzo e dal 2 ottobre al 5 novembre)
    9.00-19.30 (dal 1 aprile al 1 ottobre)
    9.00-21.00 (tutti i martedì di giugno e luglio)
    10.00-16.30 (4-5-11-12-18-19-25-26 novembre e 8-9-10 dicembre)
    La biglietteria chiude un'ora prima rispetto all'orario di chiusura indicato.
    Nel periodo invernale possibilità di visita su prenotazione a segreteria@villacarlotta.it
  • INGRESSO adulto € 10,00 - gratis per bambini da 0 a 5 anni
    particolari agevolazioni per gruppi, famiglie, studenti e over 65
  • BOOKSHOP 0344 43042
  • SUPERFICIE 8 ettari
  • QUOTA 209 m slm
  • ANNO DI FONDAZIONE 1927
  • NUMERO DI TAXA 834 specie
  • PROPRIETA' demanio dello Stato
  • VISITE GUIDATE visitare la pagina "Servizi Educativi" del sito www.villacarlotta.it oppure scrivere a: didattica@villacarlotta.it
  • INDEX SEMINUM -
Cenni Storici

Villa Carlotta è un luogo di rara bellezza, dove capolavori della natura e dell’ingegno umano convivono in perfetta armonia in oltre 70.000 mq visitabili tra giardini e strutture museali. La splendida dimora venne commissionata alla fine del 1600 dal marchese Giorgio Clerici. Un edificio imponente, ma sobrio, circondato da un giardino all’italiana con statue, scale e fontane, venne così edificato in una conca naturale tra lago e montagne, di fronte ad uno scenario mozzafiato sulle dolomitiche Grigne e Bellagio. Ma fu con Giovanni Battista Sommariva, il successivo proprietario, che la villa toccò il sommo dello splendore. Sommariva, da un lato imprenditore e collezionista d’arte e dall’altro esperto di scienze agronomiche, acquisì la proprietà di Tremezzo agli inizi dell’Ottocento: egli ampliò il giardino con l’acquisizione di fondi circostanti destinati principalmente ad uso agricolo. Alla metà del XIX secolo la proprietà venne donata dalla principessa Marianna di Nassau alla figlia Carlotta in occasione delle sue nozze con Giorgio II, duca di Sassonia-Meiningen; quest’ultimo, appassionato botanico, sostituì le piante “utili” con arbusti da fiore, prodigandosi così per lo sviluppo e l’arricchimento del vasto giardino romantico, oggi di grande pregio storico e ambientale. Favorito, infatti, dalla fertilità del terreno dovuta al deposito da parte di antichi ghiacciai di un sedimento particolarmente acido, il parco di Villa Carlotta è celeberrimo per la stupefacente fioritura primaverile dei rododendri e delle azalee in oltre 150 varietà. Tuttavia ogni periodo dell’anno è adatto per una visita; in un itinerario tra antichi esemplari di camelie, cedri e sequoie secolari, platani immensi ed essenze esotiche si susseguono infatti scenari sorprendenti: il teatro di verzura, il giardino roccioso, la valle delle felci, il bosco dei rododendri, il giardino dei bambù, l’antico uliveto e straordinari scorci che ben giustificano la fama di questo luogo, fin dall’Ottocento considerato “un angolo di paradiso”.

Struttura e organizzazione

Villa Carlotta è gestita dall’omonimo ente privato costituito alla fine della Prima Guerra Mondiale grazie al senatore Giuseppe Bianchini. Dal 1927 tale ente ne garantisce la conservazione e lo sviluppo. Le regole statutarie prevedono di devolvere al miglioramento della villa, che viene aperta al pubblico, tutti gli introiti derivanti dai biglietti d’ingresso. La cura e l’arricchimento del patrimonio botanico si conciliano con la conservazione di una realtà storico-culturale che data ormai più di tre secoli. Accanto al Presidente e al Comitato Direttivo dell’ente, è presente uno staff composto da un direttore, da un amministratore, da un manutentore, da tre responsabili rispettivamente dell’ufficio informazioni, degli eventi e dei servizi educativi, da due addette alla biglietteria e da quattro assistenti museali. Tredici giardinieri si prendono cura quotidianamente del vasto giardino, mentre una decina di educatori portano i visitatori alla scoperta delle sue meraviglie. Inoltre, un folto gruppo di volontari aiuta nel mantenimento del giardino e nell’organizzazione delle attività, in collaborazione con Auser. In aggiunta, l’Associazione Nazionale Alpini collabora alla pulizia dell’area boschiva e al ripristino delle zone rurali, mentre una convenzione con Fondazione Minoprio per la gestione degli aspetti fitopatologici assicura una cura adeguata dell’intero patrimonio botanico.

Il parco di Villa Carlotta può essere suddiviso in tre zone principali. Di fronte alla villa si estende “il giardino all’italiana”, costituito da cinque terrazze animate da aiuole geometriche, nicchie, fontane e da molte sorprese botaniche tra cui alte siepi di camelie, grandi tunnel di agrumi e numerose rose. A destra della villa è presente “il giardino all’inglese”, ricco di alberi pregiati di proporzioni eccezionali, di specie rare, di scorci suggestivi e di imponenti masse di rododendri e azalee. Infine, a sinistra della villa è situato “il giardino vecchio”, la cui denominazione si riferisce ad un’area che, probabilmente trascurata per qualche tempo, in seguito apparve talmente infestata da piante spontanee da farla ritenere appunto un vecchio giardino. Esso è costituito da tre lunghi viali che lo tagliano longitudinalmente a livelli differenti ed è ricco di suggestioni romantiche con essenze arboree di enormi dimensioni e presumibilmente di età assai avanzata. Accanto a questi tre giardini, è stata recentemente recuperata un’area a vocazione agricola anticamente destinata a coltivi per le produzioni tipiche del Lario, primo fra tutti l’ulivo.

Le principali collezioni

Camelie

A giudicare dalle dimensioni raggiunte da numerosi esemplari, l’impiego della camelia a Villa Carlotta risale molto indietro nel tempo. Delle 267 specie conosciute la presenza più importante nel parco è quella di Camellia japonica che, grazie alla sua versatilità, ha consentito di dar vita a oltre 2000 varietà. Passeggiando tra i giardini della villa se ne possono ammirare diverse, alcune assai rare, dai più diversi colori come ‘Hagoromo’, ‘Black Lace’, ‘C.M. Hovey’, ‘Jupiter’, ‘Lavinia Maggi’, ‘Nuccio’s gem’, ‘Ville de Nantes’. Non si possono tralasciare poi le cosiddette camelie risorgimentali come ‘Annessione’, ‘Arciduca Carlo’, ‘Carbonara’, ‘Conte Cavour’, ‘Garibaldi’, ‘Il 22 marzo 1848’, ‘Roma risorta’, ‘Pio IX’. Accanto a queste numerose varietà ci sono le camelie invernali che fioriscono da ottobre a gennaio, appartenenti alle specie C. sasanqua e C. hiemalis. Sono presenti, in una zona non accessibile al pubblico, alcuni esemplari di C. sinensis, la pianta del tè, arbusto con fiori bianchi penduli e foglie ellittiche, lucide, di colore verde scuro, lunghe fino a 12 cm. Tutti i tipi di tè traggono origine dalla lavorazione delle foglie, dei germogli e di altre parti di questa pianta: soltanto i metodi di lavorazione differenziano le varie tipologie.

Azalee

Assieme alle camelie, le azalee rappresentano la gloria botanica per cui è celebre il parco di Villa Carlotta. In aprile e maggio Villa Carlotta offre un autentico mare di azalee multicolori, disposte in alti cuscini arrotondati lungo alcuni sentieri. L’effetto è straordinario, sia per la varietà cromatica, sia per le dimensioni raggiunte dagli arbusti. Si tratta di un percorso fiorito di grande fascino e portata che in Italia conosce davvero pochi eguali. Qui è realmente possibile verificare in modo tangibile l’abilità di chi, dai paesaggisti della famiglia Sassonia-Meiningen ai giardinieri odierni, ha saputo ideare, realizzare e mantenere un percorso di tale portata, interpretando in chiave moderna gli obiettivi e le tecniche dell’antica arte topiaria.

Rododendri

La sapiente cura di una serie di esemplari appartenenti per lo più ad un’unica specie di rododendro (Rhododendron arboreum) ha permesso di creare un ambiente che in natura trova riscontro solo sulle montagne himalayane: decine di esemplari ultracentenari, dai rami e dai tronchi contorti creano qui un’atmosfera unica. Caratterizzato da un tronco spesso non ramificato in basso, dal diametro di 30-60 cm e da un’altezza variabile tra 1 e 15 metri, il R. arboreum è un vero e proprio albero dalla foglie lanceolate od oblunghe e dalle infiorescenze ad ombrella con 15-20 fiori di un bel rosso cremisi nella specie tipo oppure rosata o perfino bianca in alcune sottospecie. Tra le sottospecie presenti: ‘Duc de Brabant’, ‘Garibaldi’, ‘John Waterer’, ‘Vesuvio’. Nel giardino si possono trovare inoltre esemplari di R. macabeanum, originario dell’India, che può assumere un portamento arboreo con foglie ovato-ellittiche molto grandi e ricche infiorescenze dalle corolle a imbuto o campanulate.

Agrumi

Villa Carlotta, con una spettacolare doppia pergola di agrumi con piante in piena terra e un sistema di serre modulari, testimonia come queste specie siano state un’indispensabile accessorio dei giardini signorili. Composta da agrumi di diverse varietà, nonostante l’eccellente esposizione a levante, la pergola richiede una protezione invernale. Accanto ai più comuni limoni (Citrus limon) e agli aranci amari (C. x aurantium), è presente una successione di ibridi di varie specie, ma anche di arance dolci (C. sinensis), mandarini (C. reticulata), pompelmi (C. paradisi), mandaranci (C. reticulata subs. unshiu), chinotti (C. x aurantium var. myrtifolia), bergamotti (C. bergamia) e infine, tra le varietà più interessanti, il cedro digitato o “Mano di Buddha” (C. medica var. digitata).

Bamboo

Oltre 3000 metri quadri del parco di Villa Carlotta, ispirati ai principi e alle tecniche dell’arte dei giardini giapponesi, ospitano ben 25 specie di bambù in un contesto di grande armonia tra cascatelle, ruscelli e strutture in pietra. Oltre a Phyllostachys sulphurea var. viridis, Phyllostachys aurea, Pleioblastus argenteostriatus, Pseudosasa disticha, è presente Phyllostachys edulis var. heterocycla, una specie rara con un fusto contraddistinto da bizzarri rigonfiamenti e distorsioni.

Palme

Villa Carlotta ospita un folto gruppo di palme esotiche. Due specie di Phoenix, lo stesso genere della palma da datteri: P. canariensis, originaria delle Canarie, dal tronco più basso e massiccio, e P. sylvestris, indiana, più snella e alta, con foglie che toccano la lunghezza di quattro metri e mezzo. Ci sono poi la californiana Washingtonia filifera, alta una decina di metri e caratterizzata da un fusto ricoperto dai residui delle foglie secche ormai cadute; la palma della Guadalupe (Brahea edulis), con tronco irregolarmente angoloso e piccioli lunghi fino a un metro e mezzo che portano foglie larghe fino a due metri; la “palma ventaglio” (Rhapis excelsa), cino-giapponese, detta anche palma nana per la sua modesta altezza; la palma del Mediterraneo (Chamaerops humilis); la palma cinese Trachycarpus fortunei e infine la palma del Cile (Jubaea chilensis), originaria della catena andina con un fusto alto e diritto, ricoperto di cicatrici lasciate dalla caduta graduale delle foglie che sono riunite a ciuffo sull’apice della pianta, da cui pendono per una lunghezza che tocca anche i cinque metri.

Piante grasse

Si tratta di un bell’assortimento di succulente che annovera più specie appartenenti a una quindicina di generi diversi. Dalle più comuni Opuntia, Aloe, Agave, Sedum, ed Euphorbia alle meno conosciute Cereus, Mammillaria, Gasteria, Echeveria, Kalanchoe, Kleinia, Epiphyllum, Zygocactus, per non dire del famoso “cuscino della suocera” (Echinocactus grusonii), una cactacea sulle cui spine aguzze come lance nessuno vorrebbe sedersi.

Piante aromatiche

Ad un’estremità del giardino vecchio è presente una parete vegetale allestita con piante aromatiche che emana profumi intensi soprattutto nella stagione estiva. Su questa parete si trovano la melissa (Melissa officinalis), l’assenzio (Artemisia absinthium), l’assenzio selvatico (Artemisia alba), l’elicriso (Helichrysum italicum), la rucola selvatica (Diplotaxis tenuifolia subsp. tenuifolia), l’origano (Origanum vulgare), la santolina apuana (Santolina pinnata), il partenio (Tanacetum parthenium), il cumino dei prati (Carum carvi), il rosmarino (Rosmarinus officinalis), la nepitella (Clinopodium nepeta), la salvia (Salvia officinalis) e diverse specie appartenenti al genere Mentha: la menta (M. aquatica), la menta variegata (M. suaveolens ‘Variegata’), la menta marocchina (M. spicata ‘Moroccan’) e la mentuccia (M. pulegium).

Alberi monumentali, conifere nane ed ericacee

Il parco di Villa Carlotta non ospita solo maestosi alberi monumentali (Pinus nigra, Cedrus libani, Cedrus deodara, Liriodendron tulipifera, Calocedrus decurrens, Cinnamonum camphora, Liquidambar styraciflua, Magnolia tripetala, Ginkgo biloba, Metasequoia glyptostroboides, Quercus suber, …) ma anche una collezione di conifere nane, tra cui Taxus baccata ‘Minima’, Picea abies ‘Pusch’ e ‘Lombarts’, Picea omorika ‘Kamenz’, situate accanto a diverse specie di Ericaceae (ad esempio Erica vagans ‘Valerie Proudley’, Erica cinerea ‘Rock Pool’ e ‘Cairn Valley’, Calluna vulgaris ‘Island Mist’, ‘John Egets’ e ‘Ariadne’, Erica x watsonii).

Attività e progetti

Villa Carlotta, al fine di valorizzare la propria mission educativa, ha sviluppato un programma di laboratori e di servizi per l’interpretazione del proprio patrimonio rivolgendosi a gruppi di visitatori di diversa età e provenienza. Gli Orti e i Giardini Botanici, come Villa Carlotta, sono luoghi privilegiati per svolgere attività di educazione scientifica e di educazione allo sviluppo sostenibile: le collezioni vegetali presenti, infatti, non sono solo spettacolari per la bellezza dei colori e delle strutture, ma anche importantissime per fornire validi spunti di riflessione sull’importanza del Regno Vegetale nel nostro vivere quotidiano; come una sorta di enciclopedia vivente, offrono una straordinaria ricchezza di ottimi materiali per la conduzione di attività educative. La matrice metodologica hands-on è comune a tutti i livelli d’età e a tutti i percorsi, con un approccio esperienziale, di tipo partecipativo, volto allo sviluppo del pensiero divergente e del pensiero critico. I servizi offerti sono suddivisi in base alla tipologia di utenti ai quali si rivolgono: scuole, gruppi e famiglie, aziende, centri ricreativi estivi per bambini e altre iniziative (per maggiori informazioni visitare http://www.villacarlotta.it/schools.php?pag_id=26&sez_id=18&lang_id=1 o scrivere a didattica@villacarlotta.it).

Tra i progetti in cui è coinvolto l’Ente Villa Carlotta:
“Radici per il futuro: recupero delle antiche colture lariane quali strumento di conoscenza, crescita e solidarietà”, finanziato da Fondazione Cariplo, ha permesso di recuperare e riqualificare un comparto afferente al compendio di Villa Carlotta caratterizzato da una specifica e peculiare vocazione agricola. Si tratta infatti di una porzione che anticamente era destinata a coltivi per le produzioni agricole tipiche del Lario (ulivi e viti). La riqualificazione dell’antico polo agricolo è stata così eseguita valorizzandone la valenza paesaggistica ed integrando l’offerta culturale del parco botanico. Sono state quindi create, attraverso nuove opportunità di sostentamento per l’Ente, condizioni tali da garantire una gestione sostenibile del comparto recuperato.
“Etnobotanica in Tremezzina: antichi saperi per i cittadini di oggi grazie ai cittadini di domani. Esperienza pilota di indagine etnobotanica sulla popolazione adulta a partire dalla popolazione scolastica”, finanziato da Regione Lombardia, ha permesso di raccogliere informazioni e testimonianze sull’uso popolare delle piante a scopo officinale nel territorio di Tremezzina. Questo risultato è stato raggiunto mediante un’indagine etnobotanica che ha coinvolto i bambini delle scuole del territorio, ai quali è stato affidato il compito di intervistare i propri familiari; i risultati di tale indagine sono stati restituiti alla popolazione attraverso un exhibit consistente in una collezione di piante spontanee presso il comparto agricolo di Villa Carlotta. I dati acquisiti con l’attività di ricerca sono stati poi riutilizzati in chiave creativa sotto forma di piattaforma multimediale, finalizzata alla valorizzazione del patrimonio culturale immateriale recuperato e alla continuazione del progetto di ricerca attraverso il contributo personale degli utenti. I materiali documentali sono stati inoltre condivisi con l’Archivio di Etnografia e Storia Sociale di Regione Lombardia.

Bibliografia

Bertolucci S. 2012. “Villa Carlotta – Museo, parco storico, giardino botanico sul lago di Como”. Allemandi & C., Torino. 108 pp.

Clauser M., Pavone P. 2016. “Orti botanici – Eccellenze italiane”. Nuove Direzioni, Firenze. 293 pp.

De Nicola A., Zuccoli F. 2016. “Paesaggi Culturali – Nuove forme di valorizzazione del patrimonio: dalla ricerca all’azione condivisa”. 210 pp.