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Orto Botanico Città Studi – Milano

  • INDIRIZZO
    Orto Botanico Città Studi - Dipartimento di Bioscienze, Università degli Studi di Milano
    Ingresso visitatori: Via Golgi 18

    Ingresso carraio fornitori: Via Vanzetti 7
    Mezzi pubblici: linee tram: 23, 33, 5; linee bus: 61, 175; metropolitana: M2 Lambrate.
  • CONTATTI
    Informazioni generali:
    - tel. +39 331 6191217
    - e-mail: ortobotanicocittastudi@unimi.it
    - facebook: https://www.facebook.com/Orto-Botanico-Citt%C3%A0-Studi-796133330467054/
    - sito: http://ortibotanici.unimi.it/it/orto-botanico-citta-studi/
    Didattica:
    - tel. +39 338 6139876
    - e-mail: orto.didattica@unimi.it
  • STAFF
    Direttore: Martin Kater
    Vice Direttore: Marco Caccianiga
    Tecnici: Mario Beretta, Valerio Parravicini
  • ORARI
    Marzo - Ottobre: dal martedi al venerdi (non festivi) dalle 9:00 alle 17.00
    Giorni di chiusura al pubblico: 25 Aprile e 2 Giugno
    Agosto: chiusura totale
    Gli orari di apertura potrebbero subire delle variazioni in caso di condizioni metereologiche avverse o di sciopero dei mezzi pubblici: CHIUSURA per condizioni meteorologiche avverse Venerdì 19 Maggio.
  • INGRESSO
    Gratuito.
  • BOOKSHOP
  • SUPERFICIE
    22000 mq
  • QUOTA
    122 m s.l.m.
  • ANNO DI FONDAZIONE
  • NUMERO DI TAXA
  • PROPRIETA' Università degli Studi di Milano
  • VISITE GUIDATE
    L’Orto Botanico Città Studi ha una tradizione educativa consolidata, accoglie ogni anno centinaia di studenti di ogni ordine e grado ed organizza corsi di formazione per gli insegnanti. Esso promuove lo studio delle piante come strumento per approfondire gli argomenti scolastici curricolari non soltanto legati alle discipline scientifiche ma anche letterarie ed artistiche. Le attività educative si svolgono nei diversi spazi aperti dell’Orto, nei quali è possibile osservare “in vivo” le piante e gli ambienti che le ospitano. Per ogni percorso educativo si partecipa ad una visita guidata interattiva e tematizzata, durante la quale si raccolgono campioni utili al successivo approfondimento nell’aula didattica, equipaggiato con microscopi, proiettori e materiale di laboratorio. Le proposte alle scuole riguardano numerose tematiche nei diversi campi della biologia, della botanica e dell’ecologia. Visite interattive e laboratori si avvalgono di metodologie “hands on” di formazione attiva utilizzate a livello europeo ed ispirate ad una tipologia di insegnamento delle scienze basato sull’investigazione (IBSE –Inquiry Based Science Education). Le scuole ammesse ai programmi appartengono a tutti i gradi della formazione, dall’infanzia alla secondaria di secondo grado, per ciascuno dei quali sono state studiate le proposte più adatte. È possibile partecipare a singoli incontri o compiere percorsi specifici in più uscite.
  • INDEX SEMINUM
Cenni Storici

Vista dall’alto

L’Orto Botanico Città Studi (ex Cascina Rosa), ufficialmente inaugurato il 19 settembre 2001, è nato dalla bonifica di un terreno di una cascina abbandonata. Questa cascina, conosciuta come Cascina Rosa e di origine probabilmente cinquecentesca, fu acquistata nel 1637 da una famiglia spagnola, i marchesi di Rosales, da cui in seguito ereditò il nome.
L’Orto Botanico Città Studi ha “sostituito” l’orto Botanico Didattico Sperimentale dell’Università degli Studi di Milano situato in Via Colombo.
Un passo fondamentale per la realizzazione dell’Orto Città Studi è stata la concessione all’Università, da parte del Comune di Milano, del terreno sul quale sorge. L’Università, attraverso il Dipartimento di Biologia, ha poi contribuito a livello operativo, stimolando gli interventi necessari. È nato così il terzo orto botanico accademico Milanese (oltre a quello di Brera e Toscolano Maderno) che accoglie moltissime tipologie di piante lombarde, comprese quelle importate dal Settecento in poi. Il “nuovo” Orto Botanico, con un’area di 22.000 mq, è un’opera concepita come sostegno alla ricerca e alla didattica ma anche come tentativo di avvicinare un vasto pubblico alla conoscenza del mondo vegetale. Nello specifico l’Orto di Città Studi è stato realizzato ricostruendo alcuni ambienti tipici della Lombardia, una delle regioni più ricche di specie animali e vegetali, purtroppo soffocate sempre più spesso dal crescente tasso di antropizzazione del territorio. L’area verde dell’Orto rappresenta il tentativo di coniugare le attività di un orto botanico con la quotidianità di uno spazio pubblico e la ricerca. Il risultato è uno spazio polifunzionale per la conservazione e valorizzazione delle specie vegetali, la ricerca, la cultura in generale, il relax e la socializzazione.

Struttura e organizzazione

 

Serra

L’area dell’Orto è strutturata su diversi percorsi didattici e scientifici. Le piante ospitate sono di vario tipo, tra queste ci sono piante spontanee e coltivate, per lo più selezionate tra quelle presenti in Lombardia e specie autoctone. Un piccolo ruscello e uno specchio d’acqua inseriti nel verde hanno permesso di arricchire il campionario delle piante presenti con specie acquatiche tipiche del territorio e specie ornamentali.
Un punto di forza dell’Orto Botanico di Città Studi è rappresentato dalle serre: tre strutture all’avanguardia, utili allo svolgimento della ricerca da parte del personale scientifico dell’Università. Di queste, una è dedicata al ricovero di alcune essenze durante il periodo invernale, mentre le altre due, altamente automatizzate, permettono la coltivazione delle piante utilizzate per la sperimentazione avanzata. Esse comprendono un totale di 9 reparti autonomi dal punto di vista climatico e fotoperiodico con contenimento fisico – biologico per il mantenimento in purezza delle specie vegetali.
All’esterno l’orto accoglie la ricostruzione di alcuni degli ambienti tipici della regione Lombardia, caratterizzati dalle loro specie autoctone tipiche, un campo sperimentale con specie agronomiche e specie coltivate per la biomassa. Le serre, oltre ad essere utilizzate per attività di ricerca, ospitano diverse collezioni di piante di pregio provenienti da diverse parti del mondo.
Nella zona antistante le serre si trovano le specie di maggior interesse dal punto di vista didattico precedentemente collocate nel vecchio orto botanico di via Colombo.
Zone di sosta, fornite di panchine, e spaziosi prati accolgono visitatori e studenti e sono luogo di eventi culturali. Infine una palazzina ospita il personale addetto all’orto e spazi riservati alla didattica.
L ‘Orto Didattico Sperimentale di Città Studi, insieme ad all’Orto di Brera e di Toscolano Maderno, fa parte delle Rete degli Orti della Lombardia per progettare e valorizzare congiuntamente iniziative sia culturali che scientifiche.

Le principali collezioni

L’orto Botanico di Città Studi offre ai visitatori la possibilità di “immergersi” all’interno dei differenti ambienti che caratterizzano la Lombardia compiendo un viaggio nello spazio, dal bosco di pianura fino alla brughiera. Inoltre sono presenti diverse collezioni tematiche che hanno lo scopo di stimolare la curiosità e l’attenzione del visitatore, conducendolo in un viaggio che si spinge anche al di fuori dei confini italiani con piante provenienti da molte parti del mondo.
Le principali collezioni sono:
•    Piante Succulente: comunemente conosciute con il nome di “piante grasse”, le succulente sono delle piante che si sono adattate a vivere in ambienti aridi.
Pur appartenendo a gruppi sistematici differenti e anche lontani tra loro, queste piante presentano delle convergenze evolutive che le rendono simili dal punto di vista morfologico; tra le strategie sviluppate da questi vegetali troviamo la trasformazione delle foglie in spine, l’ingrossamento del fusto o delle foglie per immagazzinare l’acqua e la capacità dei fusti di svolgere fotosintesi.
La ricca collezione presente nell’orto offre la possibilità di osservare gli straordinari adattamenti di queste piante: Pachypodium succulentum, ad esempio, mostra un ingrossamento della porzione basale del fusto – chiamato “caudex”- che le permette di trattenere e conservare acqua e nutrienti da utilizzare durante la stagione sfavorevole; Stetsonia coryne, invece, è un buon esempio di come le foglie possano modificarsi in spine per condensare l’umidità atmosferica in gocce d’acqua che cadranno alla base della pianta e per garantire protezione dagli erbivori.
Una pianta di prestigio, tipica anch’essa degli ambienti aridi e nello specifico endemica del deserto della Namibia, è Welwitschia mirabilis, una specie perenne che produce unicamente due foglie che continuano a crescere ininterrottamente durante tutta la sua vita.
•    Piante Carnivore e Mirmecofile: le piante carnivore colonizzano habitat poveri in nutrienti; per sopperire a questa carenza, hanno evoluto la capacità di assimilare composti nutritivi attraverso la digestione di insetti e piccoli animali, mantenendo parallelamente la loro normale attività fotosintetica. Le strutture che queste piante hanno sviluppato al fine di attrarre, catturare, uccidere e digerire questi piccoli animali sono nella maggior parte dei casi modificazioni fogliari.
L’Orto ospita una ricca e variegata collezione di queste piante provenienti dalle nostre regioni (genere Pinguicula e genere Drosera), da habitat tropicali (genere Nepenthes) e temperati (genere Sarracenia).
Una diversa tipologia di interazione con gli insetti da cui entrambi gli ospiti traggono vantaggio è quella sviluppata dalle piante mirmecofile con le formiche: le prime ottengono protezione contro eventuali parassiti e insetti fitofagi, mentre le seconde riparo e nutrimento. All’interno della collezione sono presenti Myrmecodia tuberosa e Dischidia vidalii.
•    Piante Tintorie: alcune tipiche dei nostri territori ed altre provenienti da molto lontano, queste piante hanno accompagnato l’uomo lungo gran parte della sua storia, fornendogli coloranti impiegati per la tintura di indumenti ed alimenti. I procedimenti di lavorazione per ottenere un colorante di origine vegetale sono diversi a seconda della parte della pianta utilizzata. L’estrazione dei pigmenti avviene nella maggior parte dei vegetali per macerazione e decozione in acqua. Ad esempio, dalle radici della Rubia tinctorum (robbia domestica) e dal rivestimento dei semi della Bixa orellana (achiote) è possibile ottenere il colore rosso, dai capolini in piena fioritura di Rudbeckia fulgida e dalla radice della Curcuma longa (curcuma) si ottengono diverse tonalità di giallo.
•    Piante Autoctone terrestri e acquatiche: di fondamentale importanza per il mantenimento della biodiversità e sempre più minacciata dall’attività antropica, è la flora autoctona lombarda. Viene quindi proposta una collezione di specie acquatiche e terrestri ormai difficilmente reperibili in natura a causa dell’occupazione da parte dell’uomo, per fini soprattutto agricoli, degli habitat d’origine di queste specie. Nell’aiuola delle terrestri si possono incontrare Dictamnus albus, Dianthus carthusianorum, Gladiolus palustris e Viola palustris. Nelle vasche che ospitano la componente autoctona acquatica, collezione unica nel suo genere,  tra le diverse specie troviamo Hottonia palustris e Marsilea quadrifolia.
•    Bromeliaceae: A questa famiglia appartengono diversi generi di piante originare delle aree tropicali e in particolare  dell’America Latina.

Bromeliaceae

L’habitus di molte Bromeliaceae è caratteristico in quanto esse appaiono costituite da un breve fusto e da foglie coriacee disposte a rosetta e formanti al centro una coppa nella quale si accumula l’acqua piovana.
La specie più nota e più importante dal punto di vista economico è l’ananas (Ananas comosus), originaria dell’America centrale. Altre Bromeliaceae sono delle apprezzate piante ornamentali; tra queste è senz’altro eccezionale l’adattamento epifitico della maggior parte dei generi, tra cui Tillandsia che comprende diverse specie con peculiari caratteristiche anatomiche e fisiologiche che permettono alla pianta di vivere in assenza di terreno.

Attività e progetti

Le attività e i progetti all’interno dell’Orto si possono differenziare in due tipologie.
La prima riguarda progetti di ricerca scientifica. L’Orto fornisce infatti gli spazi e le competenze per la coltivazione del materiale vegetale utilizzato dai ricercatori delle Facoltà di Scienze e Tecnologie, Agrarie e Veterinarie dell’Università degli Studi di Milano.
La seconda riguarda la divulgazione e la didattica attraverso le visite guidate per il pubblico generico e gli incontri tematici organizzati per le scuole.
Un appuntamento ormai tradizionale è l’apertura straordinaria durante il Solstizio d’Estate, giornata in cui l’Orto Botanico si apre al pubblico con diverse iniziative per celebrare la sua bellezza. Questa manifestazione è congiunta con gli altri sei Orti Botanici appartenenti alla Rete degli Orti della Lombardia.
L’Orto aderisce anche alla manifestazione internazionale Fascination of Plants Day, che si svolge ogni due anni, in occasione della quale viene illustrata al pubblico l’importanza della ricerca sulle piante.