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Ricerca e Conservazione

Nel 2004 i sette aderenti alla Rete degli Orti Botanici della Lombardia hanno stipulato delle convenzioni con il Consorzio Parco Naturale Regionale del Monte Barro di Galbiate (Lc), gestore del Centro Regionale per la tutela della Flora Autoctona della Regione Lombardia (CFA).  Le convenzioni hanno permesso di intraprendere un progetto condiviso inerente lo studio, la coltivazione, l’ostensione e la valorizzazione didattico-educativa delle specie minacciate, rare, endemiche, protette, o di altro interesse per la conservazione del patrimonio vegetale della regione Lombardia. Negli Orti botanici di Bergamo, Bormio, Milano – Brera,  Milano – Cascina Rosa, Pavia, Romagnese e Toscolano Maderno sono state avviate azioni di seguito descritte.

Orto Botanico di Bergamo “Lorenzo Rota“

Presso l’Orto Botanico di Bergamo “Lorenzo Rota”  il contributo erogato dal Centro Flora Autoctona ha permesso il riallestimento di tre aree specifiche, quelle della torbiera, dell’ambiente alpino calcareo, dell’ambiente alpino siliceo; in queste aree sono in fase di inserimento, dopo un primo periodo di coltivazione in vivaio, specie protette reperite in natura, quali Gentiana clusii ssp. clusii, Orchis mascula, Menyanthes trifoliata, Saxifraga hostii ssp. rhaetica, Sanguisorba dodecandra, Primula auricula, Primula glaucescens. Queste e le oltre 50 specie minacciate e/o protette a livello regionale già presenti all’Orto sono state dotate di un cartellino informativo sull’habitat, lo status di pericolo, i fattori di minaccia e il tipo di propagazione che esse attuano per sopravvivere. Il materiale informativo comprende 5 pannelli dedicati alla biodiversità, alla conservazione, alle liste rosse, allo stato della flora in Lombardia, alle azioni degli Orti botanici a livello globale, dell’Orto Botanico di Bergamo e del Centro Flora Autoctona. Le azioni di conservazione hanno previsto la raccolta di semi e altro materiale riproduttivo consegnato poi al CFA per la propagazione di Liparis loeselii, Epipactis palustris, Oplismenus hirtellus ssp. undulatifolius, Eriophorum latifolium, Cytisus emeriflorus, Allium insubricum, Argyrolobium zanonii, Papaver rhaeticum, Linaria tonzigii, Aquilegia einseleana, Cerastium latifolium.

Giardino Botanico Alpino “Rezia”

Nell’estate 2004 il Giardino Botanico Alpino “Rezia” ha intrapreso diverse azioni di conservazione di specie autoctone minacciate o rare, tra cui la realizzazione di una collezione dimostrativa dedicata a 15 specie alpine, per dare l’opportunità al visitatore di approfondire la conoscenza del patrimonio vegetale di vallette nivali, ghiaioni calcarei e silicei. E’ stato reintrodotto in natura Polemonium caeruleum scomparso nei pressi della seconda Casa Cantoniera dello Stelvio negli anni 1990-92, in seguito all’accumulo di materiale inerte proveniente da lavori di manutenzione. Il personale del Giardino ha effettuato, inoltre, raccolte di materiale riproduttivo di taxa presenti nel territorio lombardo per i quali vige uno stato di protezione.

Orto Botanico di Milano Brera

All’Orto Botanico di Milano Brera è stata allestita un’aiuola tematica dedicata alle specie appartenenti alla lista rossa regionale o alle specie protette, corredata da un’apposita cartellinatura. Tra queste specie si annoverano: Hibiscus palustris, Fritillaria tubaeformis, Salix rosmarinifolia, Ruscus aculeatus, Erythronium dens-canis, Aquilegia atrata, Leucojum aestivum e specie acquatiche quali Sagittaria sagittifolia e Nymphaea alba. É stato inoltre realizzato un opuscolo riguardante la biodiversità ed è stata ideata una tipologia di visita guidata interamente dedicata alla flora lombarda in cui si affronta anche il problema generale della biodiversità 

Orto Botanico di Milano Cascina Rosa

Secondo la convenzione stipulata con il CFA, l’Orto Botanico di Cascina Rosa di Milano ha provveduto ad individuare e raccogliere specie che interessano le zone umide di pianura nelle varie stagioni dell’anno, realizzando una collezione di piante autoctone minacciate, rare, endemiche, protette come Hottonia palustris, Sparganium minimum, molte ninfeaceae ed altre piante galleggianti o sommerse tipiche degli specchi d’acqua lombardi al fine di conservarle e riprodurle per un’eventuale reintroduzione negli ambienti naturali .

Orto Botanico dell’Università degli Studi di Pavia

Presso l’Orto Botanico dell’Università degli Studi di Pavia è stata allestita una collezione dimostrativa di piante nemorali comprendente un primo nucleo di 19 specie raccolte in natura e collocate in altrettante aiuole, tra cui: Anemone ranunculoides, Asparagus tenuifolius, Carex brizoides, Convallaria majalis, Corydalis cava, Dictamnus albus, Leucojum aestivum. Per ogni aiuola è stato realizzato un cartellino identificativo plastificato. Il materiale didattico-divulgativo prodotto comprende l’opuscolo “Collezione di Piante nemorali” e pannelli informativi riguardanti la conservazione delle specie protette, la loro conservazione e la loro coltivazione per il recupero ambientale. Presso il polo didattico “Cassinetta” dell’Università degli Studi di Pavia, sito nel Comune di Vigevano (Pv), è stato realizzato un campo di coltivazione di Salix sp. pl. e presso Cascina Venara nel Comune di Zerbolò (PV) nel Parco del Ticino sono state avviate attività di protezione in situ mediante monitoraggio e/o reintroduzione di alcune delle specie incluse nella lista redatta dal CFA (Centro Flora Autoctona) nell’ambito del ripristino sperimentale della vegetazione forestale attraverso l’utilizzo di macchie seriali.

Giardino Botanico Alpino di Pietracorva a Romagnese (PV)

Il Giardino Botanico Alpino di Pietracorva a Romagnese (PV) ha aderito al progetto con il CFA realizzando una specifica aiuola e pannelli informativi.

Orto Botanico “G.E. Ghirardi” del Dipartimento di Biologia dell’Università di Milano

L’Orto Botanico “G.E. Ghirardi” del Dipartimento di Biologia dell’Università di Milano ha avviato la realizzazione di una collezione dimostrativa di specie medicinali autoctone, in un contesto di conservazione e valorizzazione della biodiversità. In tale ambito, in relazione all’uso popolare delle specie medicinali, è stata realizzata, accanto alle fasi di identificazione (mediante indagine morfologica), raccolta e conservazione ex situ, un’indagine etnobotanica. E’ stato altresì realizzato un approfondimento delle conoscenze fitochimiche, per una caratterizzazione dei principi attivi delle specie di maggior interesse. Il tutto è’ volto a fornire un valido e completo supporto in un contesto di divulgazione ed educazione scientifica.